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Il Progettista Europeo è colui che ha la capacità di reperire informazioni, conoscenza dei meccanismi di funzionamento del sistema dei finanziamenti e degli strumenti di project management, progettazione dei contenuti e la gestione di partnership internazionali, nonché la finale rendicontazione delle spese effettuate.

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In un contesto economico come quello attuale, caratterizzato da una forte contrazione delle fonti di finanziamento (soprattutto private quali banche), i fondi europei rappresentano un imprescindibile strumento per finanziare la crescita e lo sviluppo strategico delle imprese.

Cosa si intende per progetto europeo?

Un progetto europeo può avere forme differenti. Normalmente un progetto viene attuato da un consorzio costituito da partecipanti provenienti da diversi Stati Membri dell’Unione europea che hanno come obiettivo quello di aumentare la mobilità, sviluppare nuove conoscenze, trasferire buone prassi oppure rafforzare la dimensione europea. La dimensione, l’organizzazione interna e l’obiettivo dei singoli progetti possono variare a seconda del settore e dell’argomento trattato. Sempre più spesso si assiste alla costituzione di consorzi ampi e a reti di progetto. In questo modo gli enti partecipanti mettono a disposizione del consorzio o della rete le loro competenze specifiche in un determinato settore. Un progetto UE può finanziare e sostenere una serie di attività quali: creazione di reti, scambi di buone pratiche, accesso transnazionale alle infrastrutture, studi, conferenze, ecc.

Una delle caratteristiche principali di questo tipo di finanziamenti è la dimensione transnazionale, in base alla quale i progetti devono essere realizzati in partenariato con almeno due organismi di due Stati Membri diversi. La sovvenzione accordata ai partner del progetto è un contributo a fondo perduto che generalmente varia da un minimo del 35% ad un massimo dell’100% (in rarissimi casi) dei costi totali. È quindi necessario un cofinanziamento con risorse proprie del beneficiario, di fondi nazionali oppure di sponsor privati.

Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2014-2020 (FESR)

ll Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) si propone di rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale nell’Unione europea intervenendo sugli squilibri tra le regioni. Il FESR sostiene lo sviluppo regionale e locale per contribuire al conseguimento di 16 tutti gli obiettivi tematici attraverso la definizione di priorità dettagliate che pongano l’accento su:

  • ricerca, sviluppo e innovazione;
  • miglioramento dell’accesso e della qualità delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione;
  • cambiamento climatico e transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio;
  • sostegno alle Piccole e Medie Imprese (PMI);
  • servizi di interesse economico generale;
  • infrastrutture delle telecomunicazioni, dei trasporti e dell’energia;
  • rafforzamento della capacità istituzionale e amministrazione pubblica efficiente;

infrastrutture sanitarie, sociali e scolastiche e sviluppo urbano sostenibile.

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La figura del Project Manager, avendo acquisito le capacità di reperire e gestire i fondi diretti europei, ha le conoscenze per poter gestire anche i fondi indiretti, quali per esempio PON e POR (Programmi Operativi Nazionali e Programmi Operativi Regionali).

Lo stato italiano gestisce anche in modo indiretto i fondi comunitari che, veicolati a livello nazionale, risultano un utile strumento finanziato per le realtà italiane.

I Fondi Strutturali vengono utilizzati per finanziare progetti e interventi nelle regioni europee. Non si sostituiscono alle azioni e ai finanziamenti nazionali e regionali, ma si associano ad essi per migliorarne i risultati nell’ottica più generale degli obiettivi dell’Unione. La loro caratteristica principale è quella di coinvolgere in modo particolarmente pieno e completo gli attori nazionali e regionali nella loro gestione e nel loro utilizzo:

  • L’ammontare messo a disposizione attraverso i Fondi strutturali è dato dalla somma di un contributo proveniente dal bilancio comunitario e di un contributo proveniente dal bilancio del singolo Paese membro che ne beneficia;
  • Le linee programmatiche e operative vengono declinate, implementate e monitorate attraverso un processo di consultazione collettiva che coinvolge, oltre alle istituzioni comunitarie, anche le amministrazioni nazionali, regionali e locali, nonché le parti sociali e le organizzazioni della società civile, per riflettere al meglio le esigenze e le priorità locali e regionali;
  • i Programmi Operativi (PO), che costituiscono il punto di arrivo della fase di programmazione dei Fondi Strutturali, hanno una valenza specifica a livello nazionale e regionale (cosiddetti POR e PON, programmi operativi regionali e nazionali);
  • la gestione dei Fondi Strutturali (inclusa la definizione, la pubblicazione e l’aggiudicazione dei bandi, il monitoraggio dei progetti, l’erogazione dei contributi, ecc.) non spetta alla Commissione europea ma ad Autorità di Gestione operanti a livello nazionale e regionale: per questo motivo i Fondi Strutturali vengono anche definiti finanziamenti a gestione indiretta.

Al fine di promuovere un’azione a valere su uno degli assi elencati nel POR (così come nel PON o PSR) di riferimento, l’Autorità di Gestione pubblica un bando, che viene reso disponibile (in particolare) sul sito web dell’Autorità di Gestione stessa.

Ogni bando finanziato dai Fondi Strutturali costituisce un testo a sé stante. Contiene le informazioni tipiche illustrate nel precedente capitolo (obiettivi, base giuridica, ammissibilità, tipologia e ammontare del finanziamento, formulari, modalità di partecipazione, ecc.), ma la sua struttura è normalmente meno complessa e formalizzata rispetto a quanto avviene nell’ambito dei Programmi Comunitari.